L’abbinamento è automatico, Verona, Giulietta, Amore.
E questo è molto bello.
Al di là degli stereotipi di rito la città di Verona offre degli angoli talmente romantici che sorprendono ancora chi ci vive da una vita, perché basta un attimo di attenzione nell’ osservare il gioco delle ombre sui muri antichi di pietre e mattoni, la proiezione di un colonnato, la curva del fiume sul quale giocano i gabbiani, le strette vie del centro con gli antichi pozzi e fontane, gli androni dei palazzi antichi dai portali istoriati, le guglie del gotico scaligero, gli affreschi sui muri delle piazze, le arcate delle bifore, l’alternarsi del tufo e dei mattoni sui palazzi e le chiese che risalgono al tempo dei Montecchi e Capuleti.
Le due famiglie sono storicamente documentate: “ due famiglie del par nobili e chiare, nella bella Verona ov’è la scena, fan nuova lotta per antiche gare” anche se non è certo che abbiano avuto figli che si sono innamorati per vivere tale tragedia d’amore, ma Shakespeare, colpito dal racconto fattone da Luigi Da Porto in quel XVI secolo in cui vissero entrambi, trae ispirazione per stendere la tragedia che ancor oggi tocca i cuori innamorati
” da que’ lombi fatali un’amorosa coppia, sotto maligno astro discende, e chiude nella sua tomba pietosa, l’odio che i padri per gran tempo accende”
Shakespeare e Verona sono un altro binomio inscindibile dal momento che Verona compare anche in un altro titolo “I due gentiluomini di Verona” ed anche Petrucchio, il marito della “Bisbetica domata” dichiara di essere proveniente da Verona.
Il grande poeta e drammaturgo inglese è documentatissimo e non è difficile ritrovare nella Verona odierna i passi dei due sfortunati amanti e rivivere la storia nel suo sublime romanticismo e nel suo romantico e allo stesso tempo tragico evolversi.
Le mura di epoca comunale ancora separano la città antica dal suo esterno di sviluppo posteriore. Le case dei Capuleti e dei Montecchi, di Giulietta e di Romeo, sono ancora li nei vicoli attorno ai palazzi del potere scaligero, mentre la tomba di Giulietta è ovviamente nell’ex convento dei cappuccini dove frate Lorenzo inutilmente tentò di dare un futuro al loro amore.
I palazzi del Principe, che Shakespeare, per assonanza con il nome Scala, chiamò Escalus, sono confinanti con i Palazzi delle due famiglie, e costituiscono il cuore antico della città, quel cuore medievale nei cui vicoli i due ragazzi si trovavano all’ombra di un impossibile amore.
Rivivere quel tempo non è difficile, a Verona
Una esperta guida turistica sa dove condurre i vostri passi, quali versi si collocano in questo oppure quel cortile, vicino a quel pozzo, all’interno di quell’androne, oppure sotto quel balcone
“noi siamo fatti della stoffa in cui si ritagliano i sogni, e la nostra piccola vita tutta, si risolve in un sogno”( W.Shakespeare, La Tempesta)
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