Teatro romano e Museo archeologico

Uno dei monumenti più antichi della città, realizzato intorno alla fine del I secolo a. C., il Teatro romano occupava nel suo complesso generale, buona parte dell’attuale colle di San Pietro, sulla sponda sinistra dell’Adige.

I Romani, analogamente ad altri siti, sfruttarono per la sua costruzione il naturale declivio della collina che in parte anche sbancarono, ricavando materiale di riporto.

Il Teatro trovò una scenografica collocazione tra i due ponti che a quell’epoca sicuramente esistevano, il ponte della Pietra, ancora oggi conservato sebbene più volte ricostruito, e quello Postumio, andato invece distrutto da una piena del fiume nel corso del Medioevo.

Attualmente resta solo una piccola porzione della sua grandiosità originaria, creata per ospitare le rappresentazioni teatrali, commedie e tragedie. Infatti, nel corso del tempo, buona parte della sua struttura fu coperta da case, da una chiesa e da un monastero. Ma il suo ricordo non andò mai perduto, se lo stesso Palladio ne fece studi grafici non lontani dal vero. Alla fine del XIX secolo, un nobile veronese appassionato di archeologia, Andrea Monga, cominciò quell’opera di riscoperta e rimessa in luce, eliminando progressivamente le costruzioni soprastanti. L’intervento fu completatao in seguito dal Comune di Verona, che salvaguardò la chiesa di San Siro e Santa Libera e recuperò il monastero destinandolo a museo archeologico.

Il complesso del Teatro doveva presentare, a chiudere il palcoscenico, una grande scena decorata, parallela al fiume, di cui oggi si conservano pochi frammenti, analogamente ai muri radiali che dovevano reggere parte della cavea. Anche l’insieme delle gradinate è oggi incompleto.
Rifinivano il complesso, una loggia ad archi, di cui è stata ricostruita una
piccola parte, una serie di terrazze panoramiche e, infine, un tempio sulla
sommità del colle i cui resti sono ricordati fino all’inizio del XIX secolo.

Quanto recuperato dagli scavi nella cavea, parti decorative del Teatro, frammenti di statue ed epigrafi, è stato portato nell’ex monastero dei Gesuati, oggi adibito a piccolo ma interessante museo archeologico. Lo spazio espositivo venne inaugurato dal Comune di Verona nel 1923 e, oltre a quanto raccolto dal lavoro di scavo del Teatro stesso, presenta anche una serie di reperti, epigrafi, lastre funerarie, statue, mosaici e corredi funebri, di epoca romana e italica, proveniente da scavi della città e sul territorio. In un futuro prossimo è in programma un generale recupero del sito, che verrà allargato nei suoi spazi espositivi e di servizio, andando ad arricchire ulteriormente il già variegato panorama monumentale e museale della Verona.

Anche se oggi abbiamo solo una pallida immagine della sua maestosità originaria, lo utilizziamo ancora per gli spettacoli: nei mesi estivi, infatti, si
susseguono festival musicali, come il Verona Jazz e concerti oltre a spettacoli
di prosa, come il Festival Shakespeariano.

Durata: Il museo archeologico e il Teatro romano possono costituire una visita guidata a se’ stante o andare ad integrare un itinerario più ampio alla scoperta della Verona romana.

Difficoltà: vari dislivelli e gradini, quindi non tutta la sede museale è fruibile con carrozzelle

Ingressi: costo del biglietto € 4,50 per pax; € 3,00 per gruppi di almeno 15 pax; gratuito la prima domenica del mese (eccetto giugno, luglio, agosto, settembre)

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